Le lotte operaie e la creazione del fronte di lotta popolare

 

In queste ultime settimane abbiamo assistito, in Italia e anche in molti paesi d’Europa, al moltiplicarsi e all’inasprirsi delle astensioni al lavoro e delle manifestazioni di varie categorie di lavoratori, che protestano per le gravi condizioni in cui sono costretti a lavorare, senza le necessarie misure di sicurezza per affrontare adeguatamente la nuova pericolosa situazione venutasi a creare con il diffondersi della pandemia da Covid-19.

Dagli scioperi dei raiders, che ha visto coinvolti per settimane migliaia di lavoratori precari, sia italiani che stranieri, che sono stati costretti a prestare servizio per tutto il periodo della pandemia senza le adeguate misure di sicurezza igienica, in cambio di ritmi stressanti e paghe da fame. Tutti costoro hanno dimostrato una grande unità di lotta nel richiedere a gran voce, oltre le misure idonee per lavorare in totale sicurezza, un dignitoso contratto nazionale di lavoro, sino ad allora inesistente, e assunzioni a tempo indeterminato per quasi tutti i lavoratori. Assistiamo per la prima volta, in Italia, alla proclamazione dello sciopero generale per la filiera di Amazon, proclamato da CGIL-CISL-Uil per l’intera giornata di Lunedì 22 Marzo 2021. Scioperi e occupazioni, con una altissima partecipazione attiva della componente immigrata dei lavoratori, si sono registrate tra i facchini della TNT di Piacenza, di cui abbiamo dato notizia in questo stesso sito. Lotta, quella alla TNT, conclusasi, dopo settimane di astensione dal lavoro, con un successo, in quanto la maggior parte delle richieste sono state accolte dalla controparte. I lavoratori Immigrati sono stati i protagonisti principali degli scioperi e delle occupazioni attuate alla Texprint di Prato, dove sono stati fatto oggetto di violenze gratuite da parte delle forze dell’ordine. A queste lotte occorre aggiungere le vivaci proteste degli oltre mille operai delle fabbriche ex Fiat di Termini Imirese, che sono stati lasciati a casa in cassa integrazione, che scadrà a Giugno e che, sino ad ora, non hanno avuto alcuna garanzia del proprio futuro.

Senza dimenticare le proteste e l’occupazione della Whirpool di Napoli contro la chiusura totale della fabbrica e le proteste e i cortei a Roma dei lavoratori Alitalia, da anni in una situazione economica grave, che nessun governo è sin’ora riuscito a risolvere e la cui soluzione è stata sempre rimandata, lasciando nella più totale incertezza migliaia di lavoratori della principale compagnia aerea nazionale.

 

 

 

A queste lotte si è aggiunta, recentemente, la vendita dell’AST (Acciai Speciali Terni) di Terni, che ha creato tensioni e paure tra gli operai, che si sono subito mobilitati per chiedere al governo chiarezza,

Ho citato qui solo le più famose lotte, che sono in corso in Italia. Tutte queste proteste sono l’apice di un iceberg di malessere e tensioni che si registrano un po’ ovunque e in tutti i settori del mondo del lavoro, che deve fronteggiare un padronato poco disposto a scendere a patti con i lavoratori. I padroni sanno di avere le spalle coperte, soprattutto ora che al governo c’è un banchiere come Draghi, forte dell’unanime e servile consenso di tutte le forze parlamentari e privo di una reale organizzata opposizione politica e sociale. Non a caso il padronato ha subito cercato di ammansire la classe operaia firmando, in tempi abbastanza brevi, con CGIL-CISL-UIL, il contratto collettivo nazionale di lavoro dei metalmeccanici, perché non si inasprisse ulteriormente un complesso quadro sociale che vede a macchia di leopardo centinaia di situazioni di tensione e di scioperi, la maggior parte accesi da organizzazioni sindacali di base. Il contratto dei metalmeccanici firmato dai sindacati confederali è al ribasso, con aumenti irrisori. I sindacati confederali hanno firmato questo vergognoso contratto solo per farsi belli di fronte al nuovo governo Draghi e ottenere una maggiore visibilità e agibilità, dimostrando, una volta di più, tutto il loro servilismo nei confronti dei poteri forti e dello stesso governo Draghi, colui che più di ogni altro rappresenta il potere economico bancario e finanziario europeo. Con la loro firma i sindacati confederali hanno imposto agli operai un contratto vergognoso e senza ritegno, che offende la dignità della classe operaia.

In questo contesto, recentemente, ha fatto un timido ingresso nelle piazze il “Movimento 27 Febbraio contro il governo Draghi”, promosso dal Partito Comunista, che, pur radunando, sabato 27 Febbraio 2012, molti lavoratori in 20 piazze delle principali città d’Italia, ha ancora molta strada da fare per diventare realmente il catalizzatore principale delle lotte sociali e di quell’opposizione di classe, necessaria per poter eventualmente spostare i rapporti di forza politici e riportare nell’agenda dei media il conflitto capitale lavoro, astutamente silenziato ed occultato da qualche decennio, con la complicità di certa sinistra riformista e dei sindacati concertativi confederali.

Di fronte a tutto ciò noi riteniamo che quello che è avvenuto il 27 Febbraio, nelle piazze d’Italia, è un buon inizio, che, seppure lo vediamo molto complesso e articolato, non potrà, alla lunga, che portare i suoi frutti, anche se i tempi della politica attuale richiederebbero altre velocità e maggiori consensi tra la stessa classe lavoratrice. Noi pensiamo che, in questa situazione, occorra appoggiare e allargare maggiormente le varie lotte sparse nel nostro paese e far nascere un fronte il più amplio possibile, che raggiunga tutti i lavoratori, o meglio tutti coloro che vivono del proprio lavoro, senza lasciare indietro nessuno, per creare i presupposti per dare vita a quella opposizione politica e sociale, totalmente assente e non rappresentata nelle istanze istituzionali, per far tornare i piazza gli operai, le classi subalterne, per creare i presupposti per una società più giusta, che apra le porte ad una prospettiva socialista nel nostro paese.

 

 

Circolo Culturale Proletario di Genova

 

16 Marzo 2021